Il
protagonista era proprio il fratello minore, il Teatro alla Scaletta. In programma, una singolare rappresentazione
del Barbiere di Siviglia, con il
titolo di Almaviva, ovvero l’inutile
precauzione, interpretato da un cast di attori a dir poco inusuale. Teste di
legno alte pochi palmi. L’opera in miniatura? L’idea mi aveva incuriosito.
Perché, allora, identificavo ancora i burattini con gli spettacoli
dell’infanzia. Il casotto del Gianicolo di Roma, per intenderci. Pulcinella,
con la sua voce nasale, che dà e riceve bastonate a tutto spiano. A dire il
vero, qualche dubbio ce l’avevo già, perché mica potevano essere tutti
bambinoni, o meglio, per essere al passo linguistico con i tempi, affetti dalla
sindrome di Peter Pan, i vari Dickens, Stendhal e gli altri scrittori e
viaggiatori stranieri che, passando per Roma nei secoli scorsi, hanno lasciato
testimonianze di entusiastico apprezzamento per il teatro di figura. E nemmeno
potevo credere che il successo di questo genere di spettacolo fosse legato solo
a quella “convenienza” ironicamente sottolineata da un assiduo frequentatore
di teatrini quale Giuseppe Gioacchino Belli: «Li bburattini nnun magneno pane,
/ e nnun beveno vino a ttradimento; / li bburattini nnun vanno a puttane, / e
nnun danno a ggnisuno forzamento».
La
luce si spegne, lo spettacolo inizia. Un «Figaro qui, Figaro là» risuona
nella sala, una Rosina tremolante è alle prese con le sue pene d’amore.
Un’opera in piena regola insomma, minore solo per dimensioni rispetto a quella
“vera”. Dopo un po’, uno degli sparuti bambini presenti, seduto una fila
avanti a me, inizia a palesare segni di insofferenza. Chissà come sarà
arrabbiato con i suoi genitori, che lo hanno portato ad assistere a quella
noiosissima rappresentazione. Questi burattini, roba da grandi, starà
sicuramente pensando. Se vai a vedere nel passato, ti accorgi che il suo
pensiero è in perfetta sintonia con la storia. Perché proprio agli adulti
erano un tempo rivolti gli spettacoli di marionette e burattini. I ricchi si
costruivano i teatrini nelle loro sontuose ville, gli altri si accalcavano per
conquistare un posto nelle sale e nelle piazze.
Al
termine della rappresentazione, scopro che la signora che ha realizzato,
interamente da sola, teatro e spettacolo è al suo debutto. A circa
ottant’anni. Accetto con piacere l’invito nella sua casa a pochi chilometri
da Roma. La trovo alacremente a lavorare per mettere in scena L’elisir d’amore. Le pareti sono coperte da disegni, bozzetti e
prove, le poltrone invase da scatole di lustrini, perline e stoffe, gli scaffali
colmi di pennelli e colori, seghe e fili elettrici. E, soprattutto, un’intera
camera è dedicata a Lui, il gioiellino «3 metri per 2 e mezzo» che riproduce
il mondo in pochi palmi. Ha realizzato tutto con le proprie mani, dai disegni al
taglio dei legni, dalle eleganti decorazioni settecentesche all’impianto
elettrico, dai burattini con tanto di vestiti intercambiabili alle scene,
costruite con abilità, inesauribile fantasia e una giusta dose di ironia. Mi
viene in mente il Bernini, che, si racconta, rappresentasse opere di cui aveva
costruito scene e macchine, scolpito statue, scritto testi, musica... il tutto,
ovviamente, dopo aver realizzato la struttura stessa del teatro.
Il
mio viaggio alla scoperta del teatro di figura è iniziato. La tappa successiva
sarà una collezione di burattini. Entro nella sala, delusione immediata. Che
cerco di nascondere elogiando il rigore stilistico, la pregiata fattura
artigianale dei pezzi, la simpatica maliziosità delle loro espressioni. Mi
accorgo di essere poco credibile. Non posso farci nulla. A vederli così, fuori
dal palcoscenico, uno a fianco all’altro, questi attori in miniatura non mi
evocano suggestioni particolari. Non si addice a un burattino star lì, in bella
mostra, silenzioso e impalato. Sto già per accingermi a uscire quando,
all’improvviso, mi sorprende alle spalle una «testa di legno» che ha
acquistato il movimento e la parola. Mi ritrovo a dialogare con il diavolo e la
morte, poi con un feroce guerriero e un uomo politico risorgimentale, finché
non mi si presenta davanti un’ammaliante e sensuale signorina inizio secolo.
Avevo sottovalutato la passione dei burattinai per il proprio mestiere. Chi ce
l’ha nel sangue, non lascia ai suoi pupilli il tempo per coprirsi di polvere.
Sono ormai immersa nella magia del teatro di animazione. Per proseguire il viaggio, non ho che l’imbarazzo della scelta. Perché si tratta di un mondo vivo e in fermento, un laboratorio dei sogni che da alcuni anni, dopo la pesante crisi seguita all’avvento della televisione, sta vivendo una rinascita, grazie al lavoro di una miriade di animatori vecchi e nuovi, giovani e anziani. Una realtà composta da teatri, musei, spettacoli al chiuso e all’aperto, rassegne e festival, compagnie impegnate in un’avventura che è contemporaneamente riscoperta di una tradizione, costante ricerca, continua sperimentazione di materiali e tecniche. Con una ricchezza sorprendente, che permette al teatro di figura di essere un ottimo strumento pedagogico in grado di affrontare in forma semplice e simbolica temi quali la vita e la morte, il bene e il male, l’ingiustizia e la solidarietà. Ma anche di essere spettacolo colto e popolare, fantasia e realtà, raffinatezza espressiva e satira beffarda, tecnica pittorica e musica, abilità artigiana e creatività artistica.
Il nostro itinerario inizia a Torino, nel Museo della Marionetta Piemontese allestito dalla famiglia Lupi, un’antica compagnia del teatro di figura la cui storia risale al Settecento. La raccolta è composta da più di 5000 pezzi: pupi siciliani con tanto di armatura cesellata e sbalzata, variopinte marionette, costumi, oggetti di scena quali mezzi di trasporto, strumenti musicali o riproduzioni di monumenti, preziosi fondali e attrezzature d’epoca. Il teatro Gianduja organizza inoltre spettacoli tradizionali come l’Aida, con «cast lignei» che arrivano ad essere composti da 300 marionette!
Sempre in Piemonte, in un’incantevole isola sul Lago
Maggiore, circondato da uno scenografico parco botanico, sorge il palazzo fatto
costruire nel Cinquecento dai Borromeo. Le sale, arredate da tele, sculture e
preziosi mobili antichi, ospitano il Teatro
delle marionette di Casa Borromeo, che operò dalla fine del Settecento alla
metà del secolo successivo. Oltre a «miniattori» e macchine di scena è
possibile ammirare i fondali disegnati da Alessandro Sanquirico, scenografo del
Teatro alla Scala di Milano.
In Liguria, la radicata tradizione del teatro di figura è
tenuta viva dal Museo Civico delle
Marionette di Campomorone in cui sono raccolti copioni, marionette,
raffinati costumi e altri materiali appartenenti alla collezione Cenderelli.
Si ritrovano invece senza casa, in Lombardia, i pezzi del Museo del Burattino di Mantova, conservati presso il Centro Teatrale Corniani, chiuso al pubblico a tempo indeterminato. Analogo problema, la mancanza di spazi idonei, accomuna quattro collezioni dell’Emilia Romagna. In alcuni casi però la soluzione sembra finalmente vicina. A Parma dopo ben 65 anni di attesa hanno finalmente trovato una collocazione definitiva i circa 2.500 oggetti della Collezione di Marionette Ferrari, una storica compagnia del teatro di animazione che verrà aperta al pubblico entro pochi mesi.
E' terminata anche la ristrutturazione di una ex scuola a
Villa Inferno dove, nella incantevole cornice delle saline etrusche, verrà
aperto al pubblico il Museo dei Burattini e delle Figure, allestito dalla Cooperativa Arrivano
dal Mare! di Cervia. Vi sono conservati burattini, marionette, fondali, un
raro teatrino di ombre giavanesi della fine dell’Ottocento ma anche materiale
relativo all’attualità e alle tendenze del teatro di figura.
Ancora qualche mese di attesa pure per la Collezione Museale Zanella-Pasqualini, in provincia di Bologna. Nella nuova sede, la Casina del ‘400 di Budrio, saranno trasferiti i 1.250 pezzi collezionati in 15 anni dai coniugi Vittorio Zanella e Rita Pasqualini. La raccolta comprende burattini e marionette dal Seicento ad oggi, ombre, pupi, copioni, materiali scenici, teatrini “blasonati” come quelli di casa Savoia o dei marchesi Manfredini di Ferrara, libri, documenti, video e foto. Nel corso dell’inaugurazione, domenica 12 novembre, alle ore 16.30 verrà presentato per la prima volta in Italia lo spettacolo La grande favola delle marionette, una coproduzione del Teatrino dell’Es e del Teatro Antonin Artaud (Svizzera), che racconta la storia e la leggenda del teatro di figura riportando in scena antiche marionette e burattini.
Sempre per problemi di spazio per il momento a Ravenna
esiste solo come Museo virtuale la
collezione dei Monticelli, una delle più antiche famiglie d'arte operanti nel
settore. Questa importante pagina di storia del teatro, legata alle matrici
culturali delle popolazioni della zona,
raccoglie
marionette, burattini, copioni manoscritti e scenari d’epoca. Attualmente
ospitata dal teatro del Drago, può essere parzialmente visitata previa
prenotazione oppure, per la gioia dei più pigri, davanti al proprio computer
nel sito: http://www.teatrodeldrago.it/museo-virtuale.htm.
In Toscana, vi proponiamo un’immersione nella “casa”
della marionetta più famosa del mondo, che fa sognare
i bambini ormai da molte generazioni. Siamo in provincia di Pistoia, a Collodi,
il paese che diede lo pseudonimo allo scrittore Carlo Lorenzini e in cui
l'antico borgo, con le vecchie case abbarbicate lungo il pendio di un colle, ha
mantenuto intatto il fascino di un tempo. Il Parco
Monumentale di Pinocchio, realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, è un itinerario fantastico,
collocato in una suggestiva cornice naturale, che ripercorre le avventure della
marionetta attraverso giochi, ricostruzioni, mosaici e sculture di grandi
artisti. Numerose le iniziative all’interno del parco. Fino al 10 settembre
ogni giorno si svolgeranno cinque spettacoli di burattini mentre, dal mercoledì
alla domenica, saranno in funzione laboratori per la creazione di “teste di
legno”. E poi due mostre. Dal 18 luglio al 27 agosto Pinocchio ridens, ovvero i “ritratti” dei maggiori vignettisti e
fumettisti italiani, come Vauro, Staino e molti altri. Fino al 3 settembre Pinocchiosamente,
esposizione dei più diversi oggetti che documentano l’onnipresenza della
marionetta, negli ultimi 100 anni, tra le forme della vita quotidiana in Italia
e nel mondo.
A Roma purtroppo manca un’organica collezione dedicata al
teatro di figura. Alcune marionette e pupi sono
esposti nella sezione dedicata al teatro popolare e agli spettacoli di piazza
del Museo Nazionale delle Arti e
Tradizioni Popolari, mentre pochi altri pezzi (pupi siciliani e marionette
cinesi del XVIII secolo) si trovano nella Raccolta
teatrale del Burcardo, istituita dalla SIAE, la cui ricca biblioteca - circa 40.000 volumi e 13.000 lettere –
conserva numerosi testi relativi al teatro di figura.
Approdiamo infine nella patria dei pupi, la Sicilia. A Palermo ci attende il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”, un'interessante raccolta, aperta nel 1975, composta da circa 3.000 oggetti: pupi palermitani, catanesi e trapanesi, attrezzature sceniche, burattini e marionette di vari paesi. Di particolare pregio sono le marionette d’autore e i pezzi provenienti dalla Birmania, dal Vietnam (si muovono sull’acqua), e quelli giavanesi, animati dal basso con un bastone. L’associazione dispone inoltre di una biblioteca e una videoteca sull’argomento, organizza corsi e l’ormai conosciutissimo Festival di Morgana, che negli anni ha ricevuto l’apporto di affermati artisti quali Guttuso e Kantor.
A
Caltagirone, in provincia di Catania, nella Mostra permanente dei Pupi
Siciliani sono invece esposti circa 80 pupi e
cartelloni degli inizi del Novecento, 70 chiavi di carretto di tutte le province
siciliane e i testi storici dai quali Don Giovanni Russo traeva spunto per le
sue rappresentazioni. Ancora oggi la compagnia realizza spettacoli di pupi.
Piemonte
[c/o Teatro
Gianduja, V. S. Teresa 5 - Torino
)
011/530238 – Orario: 9.00-13.00 da mar. a ven., 14.00-18.00 sab. previa
prenotazione telefonica. Ingresso: L. 5.000]
[Isola Madre (VB)
)
0323/31261. Orario: 9-12.30/13.30-17.30 dal 27/3 al 24/10. Inverno chiuso.
Ingresso L. 15.000, ragazzi fino a 15 anni L. 6.000]
[Palazzo Balbi, V.
Gavino 144r - Campomorone (GE)
)
010/7224314 - Orario: 9-12 dal lun. al ven., mart. e giov. anche 14.30-17.30.
Gratuito]
[Centro Teatrale
Corniani, Mantova
)
0376/381547 – Attualmente chiuso]
Veneto
[Palazzo Angeli, Prato della
Valle 1 – Padova
) 049/8763838. Orario estivo
(fino al 15/09): 16.00-22.00 tranne mar. Ingresso: L. 5.000. Internet:
http://www.intercity.it/associazioni/minicizotti/]
Emilia Romagna
[Info
)
0544/971958. In fase di allestimento]
[Chiostro S. Paolo - Parma
)
0521/846763. In fase di allestimento]
[Teatrino dell'es (Teatrino dell'inconscio, dei sogni, della fantasia e dei desideri), V. Pederzana 5 - Villanova di Castenaso (BO) 051/605378. Internet: http://www.teatrinodelles.com]
[c/o Teatro del
Drago – V. di S. Alberto 297 – Ravenna
) 0544/483461 – Visite previa prenotazione. Gratuito]
Toscana
[V. S. Gennaro 3 - Collodi
(PT)
)
0572/429342 - Orario: dalle 8.30 al tramonto. Ingresso: da 3 a 14 anni L. 7.000,
adulti L. 12.000 comprensive della partecipazione agli spettacoli e ai
laboratori. Internet: http://www.pinocchio.it/]
Lazio
[V.
del Sudario 44 – Roma
)
06/6819471 - Orario: lunedì mercoledì e venerdì 9.00-13.30, martedì e giovedì
9.00-16.00. Gratuito. Internet: http://www.burcardo.siae.it/]
[P.zza G. Marconi 8 – Roma
)
06/5926148 – Orario: feriali 9.00-14.00, festivi 9.00-13.00. Ingresso: L.
4.000. Internet: http://www.popolari.arti.beniculturali.it/]
[Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari, V. Butera 1 - Palermo ) 091/328060 - Orario: 9.00-13.00/16.00-19.00 da lun. a ven., sab. 9.00-13.00. Ingresso: L. 5.000]
Mostra
Permanente dei Pupi Siciliani
[Ex Teatro Stabile dell’Opera dei Pupi, Via Verdumai 4 –
Caltagirone (CT)
)0933/54085 - Orario: 9.30-12.30/15.30-18.30.
Ingresso: L. 2.000]
Negli ultimi anni numerosi nuovi festival e rassegne hanno affiancato gli appuntamenti storici del settore, invadendo con un caleidoscopio di suoni e colori le strade e le piazze di piccoli e grandi centri in tutta Italia. Spettacoli per bambini e adulti, mostre, convegni, dibattiti e laboratori in cui vengono proposte le differenti tecniche del teatro di animazione, dai burattini alle marionette, dai pupi ai pupazzi.
Un’occasione per abbinare mare e burattini viene offerta anche da Pupi & Pini, meeting internazionale sulle coste di Lignano Sabbiadoro (Ud). La splendida cornice del parco Hemingway ospiterà infatti, dal 3 luglio al 26 agosto, spettacoli rivolti a un pubblico misto di bambini e adulti. Momento centrale della manifestazione sarà il Festival Euromeeting (22-25 luglio, dalle 18.30 alle 23.00), che vedrà la partecipazione delle migliori compagnie europee nel campo dell’animazione. Originale lo spettacolo Heina e Ghul proposto dall’artista marocchino Abderrahim El Hadiri, con burattini fatti di verdura, che si concluderà con l’offerta al pubblico di vero cous-cous (Teatro del drago ) 0544/483461).
Sempre sotto gli ombrelloni, dal 21 al 25 agosto, sulla spiaggia di Grado si terrà la prima fase della 9ª edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival. La manifestazione si trasferirà poi, dal 29 agosto al 3 settembre, nei teatri e negli spazi più suggestivi di Gorizia, per il percorso Teatro di frontiera senza frontiere, ponte fra culture e lingue mitteleuropee, con la partecipazione di prestigiose compagnie internazionali. In conclusione, il 3 settembre, la spettacolare iniziativa Figure in viaggio, che porterà compagnie e spettatori - a bordo di un antico treno a vapore animato da pièce e rappresentazioni - da Gorizia a Nova Gorica, in Slovenia, dove si svolgerà un grande spettacolo di piazza. (C.T.A., V. dei Cappuccini 19/1 - Gorizia ) 0481/537280)
Altra manifestazione consolidata
si svolge nelle Marche, a Porto Sant’Elpidio, centro costiero in provincia di
Ascoli Piceno dove ogni estate, ormai da undici anni, numerose compagnie dei
cinque continenti si danno appuntamento per I Teatri del Mondo, festival internazionale che ripropone le varie
forme del teatro per ragazzi. Tra le decine di rappresentazioni dell’edizione
del 2000, in programma dal 21 al 30 luglio
(info
)
0734/902275) da non perdere l’evento inaugurale, venerdì 21 alle ore 22.15,
con la Jangsu Acrobatic Company proveniente dalla Cina popolare.
Molto
qualificato è anche il Festival
Internazionale delle Figure Animate di Perugia, una delle più importanti
manifestazioni europee del settore, giunto alla 13ª
edizione
(26 agosto-1 settembre). Grande incontro popolare con la presenza di circa 60
compagnie, proporrà spettacoli rivolti a tutte le fasce d'età, puntando
l’attenzione su temi quali la pace, la solidarietà internazionale e la tutela
dell'infanzia. La sezione di maggiore rilievo, con le migliori produzioni
italiane e straniere, prevede ogni sera due spettacoli (ore 21.00 e 22.00) nel
parco Sant’Anna (Tieffeu
) 075/5725845).
Spostandoci
in Puglia, ci attende Dalla baracca alla scena, rassegna di
spettacoli di teatro d'animazione con le principali compagnie italiane. Si
svolgeranno fino al 28 luglio alle ore 20.00 nello stadio della Vittoria a Bari,
nell’ambito del progetto Baracche volanti, programma di formazione per giovani burattinai (Granteatrino Casa di
Pulcinella
)
080/5344660).
Numerose le iniziative che si svolgeranno in Sardegna, dove Burattini in città animerà i fine settimana estivi di Cagliari, mentre decine di spettacoli ravviveranno i centri più piccoli dell’isola (Is Mascareddas ) 070/883514).
Fino agli inizi di settembre, in Lombardia, i festival Animando Mantova e Figure in provincia, con la partecipazione di 25 comuni, proporranno spettacoli per bambini e adulti, incontri e mostre (Centro Teatrale Corniani ) 0376/381547).
Questi sono solo alcuni tra gli appuntamenti dell’estate 2000. Per conoscere le altre iniziative consigliamo la consultazione del libro Girofestival. Mappa dei festival e delle rassegne di teatro di figura in Italia L. 20.000). Stampato nel dicembre 1998 dalla Compagnia degli Sbuffi elenca, regione per regione, circa 110 manifestazioni.
Piccole grandi case di burattini
Piemonte
[V. Casalborgone 16 – Torino ) 011/8193529 Internet: http://www.alfateatro.it]
[V. Buniva 54 – Pinerolo (TO) ) 0121/77893]
L’attività della compagnia, fondatrice del centro Fabbrica Teatro Figura, è volta alla ricerca di una forma teatrale che, raggiungendo un’armonia tra la marionetta e l’anima del manipolatore, sia in grado di suscitare intense emozioni.
Liguria
La Compagnia del Drago Rosso
[V. V. Ricci 1 – Genova ) 010/541759]
Creata nel 1989 dal burattinaio Carlo Timossi e dalla pianista Cristina Mora, propone un viaggio nel mondo del teatro dialettale genovese e dei personaggi della commedia dell'arte, riproponendo maschere come Pulcinella e Baciccia. Organizza inoltre laboratori dedicati al teatro di figura e partecipa a numerosi festival in Italia e all’estero.
Lombardia
[V. Orrigoni 6 - Cazzago Brabbia (VA) ) 0332/947610 - http://www.burattini.va.it]
Fondato da Enrico Colombo,
negli oltre 20 anni di attività ha prodotto circa 30 spettacoli, sviluppando
una ricerca espressiva che, partendo dalla tradizione, è giunta alla creazione
di un'originale identità artistica in grado di coniugare il teatro e la
pittura.
Emilia Romagna
[V. Cavour 12 - Cervia (RA) ) 0544/971958. Internet: http://www.fcv.it/adm/]
Struttura molto attiva di promozione e diffusione del teatro di figura, oltre a realizzare spettacoli gestisce una collezione museale, organizza rassegne e festival, coordina un’associazione delle compagnie italiane del settore e partecipa e progetti terapeutico-riabilitativi nei confronti dei bambini ricoverati negli ospedali.
[V. S. Alberto 297 – Ravenna ) 0544/483461 Internet: http://www.teatrodeldrago.it]
È una compagnia teatrale di marionette che si basa sull’attività professionale di un’antica formazione del nord Italia, quella della famiglia Monticelli, iniziata nel 1820 e giunta oggi, con i fratelli Mauro e Andrea, alla quinta generazione. Il loro lavoro, coniugando la tradizione con la ricerca, crea una linea artistica inconsueta e originale.
Toscana
[V. A. Boito 15 - Firenze ) 055/3245099 - http://www.firenze.net/pupistac/]
In attività da oltre 50 anni, è il più antico teatro di burattini della Toscana. Diretto da Enrico Spinelli, possiede un ricco repertorio di commedie tratte da storie e leggende del folklore Italiano. Ogni anno presenta una propria stagione teatrale e partecipa a tournée e festival.
Associazione Teatrale Tiriteri/Teatro
dell’invenzione
[V. di Rostolena 12 - Vicchio (Fi) ) 055/8497146 Internet: http://www.mugello.net/tiriteri/]
Realizzano spettacoli di
marionette e burattini interamente fatti a mano, nel rispetto dell’artigianato
tradizionale e in costante dialogo con la sensibilità dell'arte contemporanea. Dal
1997 animano La Casa delle Marionette,
centro dedicato ai rapporti fra teatro, educazione e arti figurative. Nei mesi
di luglio e agosto organizzano, tra gli altri, i festival Burattini
sotto le stelle nelle piazzette del centro storico di Scanno (AQ) e Nuvole, giunto alla X edizione, che si svolgerà dal 3 al 6 agosto
nella villa comunale di Roseto degli Abruzzi (TE).
[V. della Gioventù 3 – Ponte a Egola (PI) ) 0571/485078. Internet: http://www.terzostudio.it]
Si occupa della «periferia» del teatro, promuovendo iniziative volte alla ricerca di una comunicazione immediata con un pubblico quanto più vasto possibile. Organizza spettacoli di animazione e un originale festival internazionale dedicato al teatro di strada, Mercantia, nella suggestiva cornice del borgo medievale di Certaldo (13ª edizione, 18-23 luglio 2000).
Umbria
Tieffeu (Teatro Figura Umbro)
[V. del Castellano 2a - Perugia ) 075/5725845. Internet: http://www.edisons.it/homepages/puppets/pagine/tieffeu.htm]
Diretto da Mario Mirabassi, fondatore di Info International Puppets, agenda internazionale sul teatro di figura, è un centro noto e apprezzato anche all’estero. Oltre a realizzare spettacoli e festival, coordina un’attività rivolta alle nuove compagnie italiane ed è impegnata nella realizzazione di un teatro stabile per marionette e burattini e di una scuola di formazione di operatori a livello nazionale.
Centro Accettella/Teatro
Mongiovino
[Direzione: Piazza Gondar 22 - Roma ) 06/8601733
Teatro: Via G. Genocchi 15 - Roma ) 06/5139405 Internet: http://www.accettellateatro.it]
Gli Accettella, la cui attività iniziata nell'immediato dopoguerra è giunta alla terza generazione, propongono un costante rinnovamento dei repertori, dei materiali, delle tecniche. Il percorso artistico della compagnia appare evidente osservando, nella collezione museale della famiglia, l’evoluzione degli «attori», dalle prime semplici marionette tradizionali ai personaggi realizzati dallo scultore Ferdinando Codognotto fino alle simboliche macchine animate in legno.
[Circ.ne Gianicolense 10 - Roma ) 06/5882034]
Nata nel 1973, la compagnia si è avvalsa dell'esperienza e del contributo di Maria Signorelli, artista di fama mondiale scomparsa nel 1992. Ogni anno nel Teatro Verde presenta una ricca stagione di spettacoli di burattini.
Associazione
BurattinOpera - Il teatro alla SCALettA
Il progetto, nato circa tre anni fa e basato sul singolare connubio fra burattini e opera lirica, si propone di avvicinare il vasto pubblico a un genere di spettacolo “d’élite”, valorizzando nel contempo la tradizione artigianale e artistica del teatro di figura. Idea e realizzazione di teatro e spettacoli sono di Renata Penta, una poliedrica e infaticabile signora ultraottantenne.
Campania
[V. Pomponio 10 - Castellammare di Stabia (NA) ) 081/8728115. Internet: http://www.compagniadeglisbuffi.it]
In una zona in cui il teatro di figura ha radici molto antiche, la compagnia organizza spettacoli, laboratori, convegni, mostre e festival dedicati al teatro di animazione e di strada, rinnovando la tradizione delle guarattelle, delle maschere e dei pupi napoletani.
[Stadio della Vittoria 4a – Bari ) 080/5344660 - http://www.aziendeonline.it/casadipulcinella]
Nato nel 1983 per promuovere il recupero e il rilancio del teatro popolare di burattini, pupi e marionette, ha creato uno stile originale che alterna l'animazione tradizionale in baracca alla presenza dell'attore accanto all'oggetto animato. Numerose le attività, anche estive: laboratori per bambini, corsi di formazione gratuiti per giovani burattinai, spettacoli di animazione negli ospedali pediatrici.
Sicilia
[V. Bara all’Olivella 95 – Palermo ) 091/323400]
Mimmo Cuticchio e i suoi collaboratori proseguono la tradizione dell’opera dei pupi siciliani, realizzando spettacoli tratti dalla storia dei Paladini di Francia e organizzando il festival La Macchina dei sogni (1-6 agosto), interessante intreccio di esperienze artigianali e teatrali.
[V. Don Minzoni 7 - Quartucciu (CA) ) 070/883644 http://web.tiscalinet.it/ismascareddas/]
Compagnia di burattini e marionette nata nel 1980, contribuisce alla diffusione del teatro di animazione in un’isola priva di questa tradizione. Organizza spettacoli per bambini e adulti e numerosi festival e rassegne in tutta la Sardegna. Ha sede in una caratteristica casa campidanese, colma di animali bizzarri e colorati personaggi e sede di una biblioteca e centro di documentazione sul teatro di figura.
Curiosità romane
L’ultimo «casotto» del Gianicolo
Da oltre quarant’anni, sul piazzale del Gianicolo a Roma, ogni giorno volano bastonate a tutto spiano. E i presenti se la ridono di gusto. Grazie a Carlo Piantadosi, burattinaio napoletano che ripropone, con Le disgrazie di Pulcinella, la tradizione classica delle «guarattelle». Quello di Piantadosi è l’ultimo «casotto» presente nella città () 06/5827767, spettacoli a domicilio a partire da 300 mila lire). Eppure la tradizione del teatro popolare di strada, degli spettacoli itineranti era un tempo molto radicata a Roma. Il burattinaio romano più celebre fu l’abilissimo Ghetanaccio, «core, lingua e cortellaccio», che agli inizi dell’Ottocento si spostava per la città portandosi sulle spalle baracca e burattini e fermandosi soprattutto a piazza Navona. Vendicatore di torti, ribelle nei confronti dei potenti, finì spesso in prigione per le sue satire. Eppure, nonostante quel modo di fare nulla affatto incline al galateo, lavorava anche nelle case dei ricchi. Si racconta che un giorno l’ambasciatore di Francia lo chiamò a Palazzo Farnese. Presero accordi chiari: nel corso della serata era consentita una sola «pernacchia». Ghetanaccio non si lasciò sfuggire l'occasione, esercitando il singolare diritto proprio quando fu annunciato «Sua Eccellenza l'Ambasciatore». «Ce stava accusì bene!», rispose candidamente il burattinaio alle proteste della furibonda «eccellenza».
Maschera veneta della commedia
dell'arte, originaria di Bergamo, rappresenta il servo dalle sottili e
imprevedibili trovate che introduce, nella vita urbana, la semplicità, la
rozzezza e la furbizia delle campagne. Il suo costume è composto da pantaloni e
giubba sui quali sono cucite toppe colorate disposte a losanga.
Baciccia
Maschera del teatro genovese di burattini, è il popolano buono, allegro e chiassoso che ama il vino, castiga i cattivi con il suo bastone e si trasforma, a seconda delle situazioni, in cuoco, artigiano e persino ecclesiastico. Sua moglie, la brontolona Texinin, lo picchia ad ogni rientro a casa. Vestito con una giacchetta marrone, porta in vita una fascia marinara a righe e un berretto blu da pescatore con il pon-pon rosso.
Di origini bergamasche, è il servo furbo e intrigante con l'espressione cinica, il naso adunco, i baffetti ricurvi. Parla un miscuglio di bergamasco e veneziano ed è vestito con casacca e pantaloni bianchi a strisce verdi.
Originariamente maschera senese,
apparve agli inizi dell'Ottocento nei teatri di burattini romani. Arguto e
vispo, rappresentava la macchietta del prelato donnaiolo anche se ufficialmente
era un laico.
Per
dimostrare la propria sapienza, questa maschera bolognese della commedia
dell'arte parla un latino maccheronico pieno di superlativi. Il suo abito è
nero con una zimarra nera e un collare bianco.
Riconoscibile
per la cuffia bianca da monello bolognese, è un personaggio importante del
teatro dei burattini, povero di portafoglio e ricco di appetito, generoso coi
deboli e severo coi cattivi.
Maschera piemontese nata nel periodo napoleonico, indossa una giubba marrone orlata di rosso, panciotto a righe, calzoni verdi al ginocchio, calze rosse, e ha un tricorno sulla parrucca dal codino volto all'insù. Durante il Risorgimento divenne un simbolo della fermezza del popolo piemontese.
Pantalone
Antica maschera veneziana della commedia dell'arte, è un anziano irascibile, avaro e pedante. Ha un lungo naso adunco, barbetta appuntita, mezza maschera sul volto. Indossa pantaloni al ginocchio, farsetto rosso, una borsa alla cinta e la zimarra nera.
La più conosciuta maschera napoletana, per alcuni secoli ha dominato anche le scene romane. Protagonista incontrastato dei teatrini popolari, amatissimo oltre che come burattino pure come personaggio in carne e ossa, ha impersonato ruoli di ogni tipo, dal padrone al servo, dal finto dottore al poeta, dal mago al brigante.
Maschera modenese, rappresenta il contadino rozzo ma furbo, dalla testa grossa e piena di bitorzoli. Parla un italiano storpiato misto a dialetto.
L’origine del teatro di figura è molto antica e la sua storia coincide, nei momenti di gloria come nei tipi di spettacolo, con l'evoluzione del teatro d'attore. Con le marionette vennero infatti rappresentati testi sacri e classici, commedia dell'arte e melodramma.
Mentre i burattini, per la loro forte carica comunicativa basata sulla simpatia, l’immediatezza e il dialogo con il pubblico, sono sempre stati un divertimento prevalentemente popolare – utilizzato anche da commedianti e ciarlatani come richiamo e strumento pubblicitario - le marionette furono per alcuni secoli un surrogato della grande opera, protagoniste di raffinati spettacoli affidati a sorprendenti animazioni e sofisticati artifici meccanici.
Nel Cinquecento il luogo teatrale privilegiato era la piazza, dove le rappresentazioni si svolgevano in occasione di celebrazioni e festività. Solo nel secolo successivo gli spettacoli finirono nel chiuso dei locali pubblici e privati.
Nell’epoca Barocca il teatro di marionette ebbe un notevole sviluppo e nel ‘700, periodo d'oro per tutti i generi di spettacolo, nelle lussuose abitazioni di nobili e prelati nacquero eleganti sale, con tanto di velluti, stucchi e dipinti di illustri scenografi. Le rappresentazioni, di alto livello, erano minori rispetto a quelle dei «veri» teatri soltanto per dimensioni.
Nell’Ottocento i burattini
conquistarono il favore di
un pubblico sempre più vasto.
Le compagnie si fermavano nelle piazze di piccoli e grandi centri portando in
scena lavori a carattere epico, religioso, ma anche politico, tanto che le
rappresentazioni si trasformavano spesso in partecipate «assemblee»
in cui gli attori in miniatura riuscivano ad aggirare la censura dicendo, con il
loro tono ironico e beffardo, ciò che agli uomini era vietato. Nelle
principali città si diffusero i teatri stabili per marionette, meta
privilegiata di un pubblico che non poteva permettersi gli elevati costi
dell’opera lirica: a Milano nacque il Fiando-Gerolamo, a Roma il Fiano, a
Bologna le rappresentazioni si svolgevano nella chiesa sconsacrata della
Nosadella. Nello stesso periodo in Sicilia raggiunse
il suo massimo sviluppo lo spettacolo dei pupi, che portava in scena l’epica,
il romanzo cavalleresco, le vite dei santi e dei banditi famosi. Le storie
degli eroi paladini venivano narrate con cicli rappresentativi che a volte si
prolungavano per mesi, sorta di telenovelas
ante-litteram che spingevano gli spettatori a tornare ogni sera per assistere a
un nuovo episodio.
Agli albori del Novecento un
forte impulso al teatro di figura fu impresso da Vittorio Podrecca. Il suo
teatro dei Piccoli, aperto a Roma nel 1914 e apprezzato a livello
internazionale, dopo circa dieci anni poteva contare su 25 animatori e un «cast»
di 2.000 pupazzi.
Erano gli ultimi momenti di gloria per il teatro di figura. La crisi arrivò alla metà del secolo, con la nascita della televisione. Marionette e burattini finirono in soffitta, e solo di recente l’interesse nei loro confronti sta vivendo un nuovo, sia pur timido, risveglio. Ancora, però, prevalentemente come genere di spettacolo rivolto a bambini e ragazzi.
Glossario
Teatro di
figura o di animazione
Comprende spettacoli di burattini, marionette e pupi, ma anche ombre, lanterne magiche, camere ottiche.
Burattino
È animato dal basso direttamente dalla mano del burattinaio infilata in un buratto di stoffa sul quale viene fissato il vestito.
Marionetta
A figura intera, è mossa dall’alto tramite fili, attaccati alla crociera (o bilancino) manovrata dal marionettista.
Ombra
Silhouette in cartone, pelle o altro materiale, viene collocata fra una fonte di luce e uno schermo.
Pupazzo
Realizzato in gomma, spugna, pezza o peluche, è mosso da dietro con stecche e molle. Il più celebre è Topo Gigio, creato negli anni ’50 da Maria Perego.
Pupo
Marionetta
del teatro epico-popolare, armata di spada o sciabola e scudo, è azionata
dall’alto con due sottili aste di metallo e un filo. Può arrivare fino a un
metro e 30 centimetri di altezza e pesare 30 chili.
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Talvolta accompagnati da un piacevole sottofondo musicale, spesso originali e comunque sempre coloratissimi, i numerosi siti dedicati al teatro di figura permettono di conoscerne la storia e l’attualità, ma anche di assistere a spettacoli on-line, ascoltare le voci dei burattini, imparare a costruirli.
UNIMA Italia
[http://www.unima-it.org]
L'UNIMA (Unione Internazionale della Marionetta) riunisce quanti nel mondo sostengono, attraverso lo sviluppo dell'arte della marionetta, valori fondamentali quali la pace e la reciproca comprensione fra i popoli indipendentemente da razza, cultura, convinzioni politiche o religiose, nel rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo definiti nella Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite del 1948.
[http://www.geocities.com/Paris/3697]
[http://www.provincia.genova.it/baciccia/]
Dedicato a Mario Magonio, protagonista del teatro dialettale genovese dei burattini, contiene informazioni generali sulla storia e l’attualità del teatro di figura. Vi si trova anche un elenco delle principali compagnie italiane e straniere che operano nel settore.
Artisti on-line
[http://www.sic-informatica.it/artisti]
Nello spazio riservato agli artisti del sito della Società
Informatica Campana, si trovano immagini di maschere, marionette e pupi
realizzati da Lilino Diogene.
Marionette nel mondo
[http://www.sagecraft.com/puppetry/ oppure http://fox.nstn.ca/~puppets/picks.html]
I due siti, in inglese, forniscono elenchi di spettacoli, festival, compagnie e musei di tutto il mondo dedicati al teatro di figura.
Costruire burattini
[http://www.galileo.it/ludonord/]
Le tecniche per costruire burattini, marionette e altri giocattoli con materiali poveri o riciclati.
Info
A.T.F. (Associazione dei Teatri di Figura
con attività stabile di impresa e di famiglia
d'arte)
[Coordinamento:
V. Cavour 12 – Cervia (Ra)
)
0544/971958]
Sorta,
all'interno dell'AGIS, come associazione tra le più prestigiose compagnie
professionali e familiari italiane del teatro di figura, si propone la tutela
del patrimonio culturale, il recupero dei repertori tradizionali ma anche lo
sviluppo di nuovi linguaggi espressivi.
Avrei voluto essere un pupazzo
Intervista
NOME
Dario
Fo
San Giano (VA) il 24 marzo 1926
Premio Nobel per la Letteratura 1997, da oltre quarant'anni è uno dei protagonisti più significativi della cultura italiana. Il suo teatro, ricollegandosi alla tradizione dei giullari medievali, della commedia dell’Arte, è un percorso alla riscoperta delle origini e della ricchezza della cultura popolare attraverso la farsa, l’ironia e il grottesco usati come armi di critica. In “Mistero buffo”, lo spettacolo più noto di Fo, un giullare del popolo effettua una violenta satira del potere, mentre “Morte accidentale di un anarchico”, messo in scena all’indomani della tragica fine a Milano del ferroviere Pinelli, prende spunto dalla vicenda di un anarchico scaraventato dalle finestre della questura centrale di New York.
Le coraggiose scelte che hanno sempre collocato Dario Fo, insieme a Franca Rame, in una dimensione di impegno sociale e politico, lo vedono ancora oggi profondere energie in numerose campagne contro le manipolazioni genetiche, a favore dei disabili, per la liberazione di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Il suo ultimo spettacolo, “Lu santo jullàre Françesco” ha debuttato lo scorso anno al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Il teatro di Fo è caratterizzato da una costante ricerca sulle radici e i valori più profondi dell’espressività popolare, ma anche sull’uso del grottesco e della farsa. Elementi tipici, nei secoli scorsi, delle rappresentazioni di strada, degli spettacoli di burattini.
Parleremo
del teatro di marionette e burattini.
Posso fare una premessa? Il padre di Franca era un marionettista di grande prestigio, forse fra i migliori. Una categoria straordinaria. Muovevano una cinquantina di marionette diverse, giocolieri, personaggi che suonavano il piano, facevano i salti mortali, volavano. Molto belli, ho visto alcune fotografie. E io, da bambino, il primo contatto con il teatro l’ho avuto proprio attraverso i burattini. Costruivo marionette insieme a mio fratello e mia sorella. Loro facevano i vestiti. Avevamo dagli undici ai sedici anni e davamo anche degli spettacoli.
In genere
lei viene definito un “Nobel contro”. Vediamo invece le cose da un altro
punto di vista. Un “Nobel per”: per la valorizzazione della cultura e del
teatro popolare. Cosa pensa della tradizione di burattini, marionette e pupi?
Per me è importante, talmente importante che ho usato in molti spettacoli marionette e pupazzi. Piccoli, enormi, medi, e via dicendo. C’è uno spettacolo che si chiama proprio “Grande pantomima con bandiere e pupazzi piccoli, grandi e medi”, e un altro detto brutalmente “Il pupazzone”, ovvero … (suggerimento di Franca Rame) “Morte e resurrezione di un pupazzo”.
Ricordiamoli.
Per poter raccontare un fatto grande come quello della Resistenza, delle fucilazioni, dei massacri… una gran quantità di personaggi insomma, avevamo risolto che la cosa migliore fosse inserire i pupazzi. E allora ecco il re d’Italia, piccolo, che camminava. Sembrava vero. Era un “pupazzo” mosso con la tecnica catalana, di quelli che si muovono a terra, quasi a grandezza naturale. E poi c’erano maschere, draghi, del teatro giapponese. Ci avevamo messo di tutto. Pure i burattini, proprio quelli che si muovono da sotto, che impongono di stare con le braccia tese in aria. Quelli dove infili la mano e muovi la bocca, la testa, gli occhi addirittura… E avevamo in scena tutti i personaggi di allora, da Mao Tse-Tung a Stalin e Togliatti. C’era anche Andreotti e altri uomini politici trattati in chiave satirica e grottesca.
Certo.
Vorrei
sottolineare questo elemento. Perché nei secoli scorsi era uno dei tratti,
delle caratteristiche principali degli spettacoli di strada. Pensiamo alla Roma
dei papi, quando si faceva dire ai burattini ciò che agli uomini era vietato,
quando gli spettacoli nelle piazze si trasformavano in una sorta di “assemblee
politiche”…
… e nella Roma antica si portavano anche dei visi che assomigliavano molto a quelli degli imperatori, delle personalità importanti, dei senatori. È vero, sì è vero… Non solo. C’era una marionetta particolare, l’ho vista a Napoli, manovrata con dei fili che l’attraversavano. Di quei fili, il primo transitava all’altezza delle braccia e del petto e l’altro del bacino. La si faceva camminare, capovolgere, inchinare. Impressionante ciò che riuscivano a fare muovendo queste sole cordicelle!
Il teatro di figura,
che affonda le proprie radici nella commedia dell’Arte, ha perso la sua
caratteristica di satira contro il potere ed è diventato principalmente, o
quasi esclusivamente, uno spettacolo per bambini.
Ma già in passato era rivolto ai bambini. Però in certi casi, come nello spettacolo inglese, il personaggio che si chiama Punch, che poi è Pulcinella, esprime una ferocia incredibile, una satira del potere molto forte. Sempre. Punch è il profilo del ribelle ad ogni costo, una specie di Pulcinella che manifesta la propria rabbia verso regole assurde, ingiustizie e provocazione della società dei potenti scaraventando giù dalla torre poliziotti, giudici, bastonando draghi e perfino la morte. Personaggio che trae la sua origine anche dall’uomo selvatico e dallo Zanni primordiale.
D’accordo, ma non
era solo spettacolo per bambini…
Sì, certo, ma anche gli spettacoli per bambini erano di una truculenza incredibile, al limite del grandguignol. Ne ricordo uno che mi aveva impressionato. C’era Gianduja, una maschera delle nostre zone, del nord, che mangiando un salamino si ritrova fra i denti un dito, e da lì scopre che c’è un personaggio che uccide le persone, le trita e ci fa i salamini.
Negli ultimi anni
c’è stata una ripresa del teatro di burattini.
Non ho più visto spettacoli di questo genere intorno. Anzi ne ho visti solo alcuni un po’ pretenziosi, si rappresentavano addirittura pezzi di Shakespeare o favole molto raffinate, però lo spettacolo popolare che io conoscevo non ho più avuto occasione di vederlo, ma penso che esista ancora.
Sono nati nuovi
festival…
Mi piacerà vederli.
Pensa sia possibile
recuperare al teatro di animazione quella sua caratteristica di espressività e
cultura popolare?
Dipende da varie cose. Da una volontà e da gruppi che si
interessano alla ricerca, alla ricerca in varie direzioni. Perché il teatro di
burattini non vive da solo, vive legato alla commedia dell’Arte, al clown, al
buffo, all’uso di immagini paradossali. Mi ricordo di aver assistito in
Francia e anche al Festival di Cervia a spettacoli con elementi scenici a dir
poco assurdi e inaspettati: cucchiai e forchette che duellavano con forbici e
martelli. Ombrelli che recitavano scene d’amore. Voglio dire che, in un
momento in cui si sviluppa straordinariamente la macchina della definizione
realistica portata all’esasperazione, ecco, giocare sull’allusione, sul
paradosso, sulla trasposizione addirittura visiva degli oggetti, per cui gli
oggetti diventano qualcos’altro, è un livello di crescita sul piano della
fantasia e dell’intelletto.